ll Museo Archeologico di Salonicco espone tesori da tutta la Macedonia, anche con spiegazioni didattiche interessanti.

Sono esposti anche notevoli mosaici

L’oro dei macedoni è una parte importante dell’esposizione , come anche i materiali recuperati dalle necropoli.

Il pezzo forte del Museo è il “cratere di Derveni”.

E’ un’urna cineraria alta 91 cm appartenente ad Astion , un ufficiale tessalo dell’esercito di Filippo II.

Il vaso in bronzo dorato è arricchito da figure mitologiche applicate .

STORIA

Salonicco fu fondata nel 316 a.C. da Cassandro, re di Macedonia. La città prese il nome di Thessalonika dalla moglie del re, sorellastra maggiore di Alessandro Magno. Nel 146 a.C. divenne capitale della provincia romana di Macedonia. Fu visitata dall’apostolo San Paolo che più tardi scrisse le sue due note lettere indirizzate ai Tessalonicesi. Galerio (250-311), imperatore romano d’Oriente la scelse come sua residenza nel 300. d.C.
In epoca bizantina divenne un centro culturale ed artistico, secondo per importanza solo alla capitale dell’impero, Costantinopoli.
Salonicco fu occupata dalle truppe ottomane nel 1430, prima della caduta di Costantinopoli. Dal 1492 in poi accolse una consistente comunità di ebrei sefarditi scacciati dalla Spagna . Le comunità ebree, cristiane ed ottomano riuscirono a coesistere. Nel 1880 vi nacque Mustafa Kemal Atatürk destinato in seguito a divenire il primo presidente della Repubblica Turca. La sua casa natale è stata trasformata in museo.
L’8 novembre 1912 vi fece l’ingresso trionfale l’esercito greco. Di nuovo la città mutò volto e negli anni successivi la comunità ottomana si assottigliò di numero fino a sparire del tutto nel 1922 nell’ambito dello scambio di popolazioni sottoscritto dai governi greco e turco nell’accordo di Losanna. Il 18 marzo 1913 fu assassinato ,per mano di un anarchico, re Giorgio I di Grecia. La Grecia entrò nel 1° conflitto mondiale nell’ottobre 1916 e Salonicco divenne il quartier generale delle truppe francesi che condussero le loro azioni contro l’esercito ottomano nel territorio dell’odierna Macedonia del Nord. Esse erano affiancate da un più piccolo contingente italiano agli ordini del generale Petitti di Roreto. L’anno successivo quando il conflitto era ancora in svolgimento, un incendio infuriò sulla città senza risparmiarne i monumenti.
Nel corso della seconda guerra mondiale la comunità ebraica subì la deportazione in massa nei campi di sterminio della Germania. Dei cinquantamila ebrei censiti nel 1943 oggi ne rimangono meno di un migliaio.
Negli anni del dopoguerra Salonicco, come tutte le altre grandi città greche, fu presidiata da forze militari e rimase al riparo dalle azioni dei partigiani che avevano rifiutato di deporre le armi scatenando una guerra civile che si protrasse fino al 1949. A quel tempo Salonicco fu attiva commercialmente favorita dal suo porto , dato che le vie di comunicazione terrestri erano state interrotte dall’azione dei partigiani.
Il 27 maggio 1963 Salonicco fu teatro dell’assassinio di Gregoris Lambrakis, un attivista di sinistra, la cui vicenda fornì allo scrittore Vassilis Vassilikos lo spunto per il suo romanzo più famoso “Z” da cui il regista Costa Gavras, ha tratto un film dal titolo italiano “Z – L’orgia del potere”.

Salonicco ha ricevuto il riconoscimento UNESCO per quanto riguarda le chiese paleocristiane e bizantine .

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