Arriviamo a Veria ,dopo aver attraversato il fiume Alophon. Cerchiamo un hotel per la notte , ma poi decidiamo di andare a Vergina , visitare il museo e le tombe e pernottare lì.

Troviamo il Museo Polycentrico di Aigai ,una bellissima struttura, moderna e luminosa che raccoglie reperti trovati negli scavi dell’antica città e del palazzo reale.

Ci rechiamo poi al vero punto di forza di questo Museo Policentrico : il tumulo reale.

Nel 1977 , nel sito archeologico di Vergina ,sono stati scoperti alcuni resti del IV sec a.C. tra i quali tre tombe macedoni , all’interno di un tumulo fatto erigere da Antigono il Gonata nel 270 a.C. per evitare il saccheggio.
Vergina è l’attuale nome di Aigai o Ege la prima capitale del Regno Macedone , dove i re continuavano a essere sepolti anche dopo che la capitale divenne Pella.

Al suo interno furono rinvenute le tombe:
-( TOMB II) quella attribuita a Filippo II (padre di Alessandro Magno),
– (TOMB I)quella detta “di Persefone”
– (TOMB III)quella che, probabilmente, appartiene ad Alessandro IV -(figlio di Alessandro Magno e Rossana)

-(TOMB IV) Questa tomba si trova ai margini del Grande Tumulo e ciò che ne resta oggi è solo una piccola sezione della struttura, ovvero parte del pavimento e la base di un muro , insieme alle colonne della facciata.Grazie al ritrovamento di alcuni frammenti architettonici si è rivelato possibile ricostruire la forma della tomba.

-Un Heroon ,monumento a memoria del culto della famiglia reale.


La tomba più grande (Tomb II), composta da due stanze ,ospitava le spoglie di un uomo maturo e di una donna giovane e furono identificati come i resti di Filippo II e della sua ultima moglie Cleopatra Euridice.

La tomba conteneva una ricca gamma di corredi funerari, come ad esempio due “larnakas” (cofanetti) dorati, dentro i quali vi erano le ossa cremate di un uomo e una donna, ed un’armatura composta da corazza, elmo ed uno scudo.
La corazza è decorata con sculture in bronzo raffigurati divinità e scene di guerra, mentre l’elmo ha una cresta a forma di falco. Lo scudo è decorato, invece, con un disegno a forma di aquila, simbolo della Macedonia.

Ricostruzione della tomba II


La camera funeraria principale è decorata con affreschi raffiguranti scene di guerre e di caccia, che sono considerati tra i più belli dell’arte Macedone.

I resti di Filippo II furono trovati all’interno di un’urna o larnax d’oro sormontato dalla stella a 16 punte detta Sole di Vergina insieme a una corona con foglie di quercia e ghiande.


Urna d’oro in cui sono stati trovati i resti della giovane moglie di Filippo Ii

Filippo II era stato ucciso durante il banchetto di nozze della figlia Cleopatra con lo zio materno Alessandro re dell’Epiro , da Pausania ,una guardia del corpo e il motivo di questo regicidio non è ancora chiaro.
Gelosia ,vendetta di Olimpiade la madre di Alessandro, complotto dei persiani o degli ateniesi?

Subito dopo la morte di Filippo II , Alessandro fu acclamato re dei Macedoni.

Immagine di Filippo II

Nei corredi funerari femminili sono state rinvenute armi, circostanza che ha dato origine a diverse ipotesi interpretative: ad esempio, che esse appartenessero a una donna guerriera, forse non identificabile con Cleopatra Euridice, uccisa poco dopo la morte del marito .

L’ipotesi alternativa identifica la donna sepolta come Euridice II Adea. In questo caso, la presenza delle armi nella camera funeraria sarebbe giustificata dal fatto che la regina, addestrata alle arti marziali dalla madre Cinane, avrebbe guidato personalmente l’esercito macedone e partecipato ad alcune battaglie contro Olimpiade, data la disabilità mentale del marito e zio Filippo III Arrideo.

-La Tomba I ,quella detta “di Persefone” è stata costruita con gli stessi blocchi dell’ Heroon, fu saccheggiata durante l’antichità, ma nonostante ciò vennero ritrovati resti umani (di una donna ed un neonato) e splendidi dipinti murari; tra questi il più importante è quello raffigurante il tema mitico noto come ” Il ratto di Persefone“.

La TOMB III probabilmente, appartiene ad Alessandro IV -(figlio di Alessandro Magno e Rossana).

Urna cineraria d’argento con foglie d’oro di quercia, contenenti le ceneri di un ragazzo


Si pensa che essa possa appartenere ad Alessandro IV, figlio di Alessadro Magno e di Rossana , perchè lo stile, simile alla tomba di Filippo II, fa ricondurre alla famiglia reale e perchè al suo interno furono rinvenute tracce che rimandano ad un ragazzo di 15-16 anni, età in cui Alessandro IV morì.

Nel 1993 fu costruito il museo (inaugurato nel 1997) con l’intento di preservare le Tombe Reali ed i dipinti murari, mantenendo una temperatura ed un tasso di umidità tali da essere conservati in perfette condizioni rallentandone, quindi, il processo naturale di deterioramento. Nel 1996 Il museo delle Tombe Reali di Vergina è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco

L’allestimento attuale è molto emozionante.
Si entra nel tumulo immersi in una penombra che avvolge tutto il sito. Emergono poco a poco gli oggetti posti ad accompagnare il viaggio dei defunti.
Dapprima c’è una tomba distrutta , poi un heroon, la tomba di Persefone già saccheggiata nell’antichità e di cui sono ancora visibili i resti della pittura del ratto della dea, la tomba di Filippo II e la tomba del figlio di Alessandro.
L’oro diventa preponderante tra i reperti della tomba di Filippo II.

Il Sole di Vergina (o Stella di Vergina) è un antico simbolo a forma di sole o stella a sedici raggi. È diventato l’emblema universale dell’antica Macedonia e della sua dinastia reale. Il simbolo è stato scoperto nel 1977 dall’archeologo greco Manolis Andronikos durante gli scavi a Vergina, l’antica capitale macedone Aigai. Era inciso sul coperchio del larnax (urna funeraria) d’oro, ritrovato all’interno della tomba di Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno.

È composto da un cerchio centrale dal quale si irradiano 16 raggi: i primi 4 principali
rappresentano gli elementi naturali (fuoco, terra, aria, acqua) o le 4 direzioni cardinali, mentre gli altri 12 simboleggiano i principali Dei dell’Olimpo
.

Il Sole di Vergina è oggi un simbolo di grande orgoglio culturale, specialmente nella regione greca della Macedonia.
Divenne oggetto di una forte disputa diplomatica negli anni Novanta tra la Grecia e l’allora Repubblica di Macedonia (oggi Macedonia del Nord), quando quest’ultima adottò il simbolo nella sua bandiera nazionale.
La controversia è stata risolta nel 1995 grazie a un accordo mediato dall’ONU, che ha spinto la Macedonia del Nord a modificare la propria bandiera per rimuovere il simbolo del Sole di Vergina.


Gli storici e gli archeologi concordano sul fatto che il Sole di Vergina avesse una forte valenza simbolica:
Cosmico e Religioso: Rappresentava la luce, l’energia vitale e il potere divino.
Dinastico: Era l’emblema ufficiale della famiglia reale degli Argeadi.
Militare e Culturale: Fu utilizzato negli stendardi militari e nell’arte ellenistica come segno di sovranità.
Il Sole di Verghìna[ (o Stella di Verghina, o Stella argeade) accanto al leone è uno dei simboli della dinastia degli Argeadi.

Dopo la visita al tumulo, siamo andati a cercare un hotel . Nella cittadina ,anche se piccola ,ci sono numerosi hotel e ristoranti. Abbiamo scelto Hotel AIGON . Un hotel tradizionale a conduzione familiare con stanze spaziose e posto in centro al paese.

Siamo andati a mangiare Souvlaki e patatine alla taverna Xaratsi.

Il giorno successivi ci sposteremo a Salonicco.

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