1 Giugno 2026
Partiamo da Vergina e prendiamo l’autostrada verso Salonicco che dista circa 70 km. Ci fermiamo per un caffè e una bougatsa in un autogrill. arriviamo in aeroporto e consegniamo l’auto perchè all’interno della citttà non ci servirebbe. Con un taxi arriviamo all’ hotel EGNATIA PALACE che è situato tra Piazza Aristotelous e la piazza con la Statua di Venizelous e perciò in pieno centro. Poichè siamo arrivati troppo presto e la stanza non è ancora pronta, lasciamo i bagagli e partiamo subito all’esplorazione della città.

Proprio di fronte all’hotel ci sono gli antichi Bey Hamam o Loutra Paradeisos o Bath Paradisos e i resti di una fontana monumentale costruita nel IV sec d. C. con resti di epoca romana.







Salonicco è posta al centro di uno straordinario golfo e ci sono barche che portano i turisti a vedere la città dal mare


Salonicco è un mosaico di culture e storia, unisce rovine romane (come l’Arco e la Rotonda di Galerio), un’impronta ottomana e capolavori bizantini. Possiede il maggior numero di chiese bizantine al mondo, riconosciute Patrimonio dell’Umanità.
Salonicco è stata per secoli un crocevia di sapori e culture. Come seconda città sia dell’impero bizantino che di quello ottomano, ha ospitato conquistatori e commercianti, dagli ebrei sefarditi in fuga dall’Inquisizione spagnola ai commercianti armeni e arabi, agli slavi ai rifugiati dell’Asia Minore, ai greci del Mar Nero e ad altri migranti provenienti da ogni parte dei Balcani. Ognuno di questi gruppi ha aggiunto i propri ingredienti, ricette e influenze all’amalgama gastronomico della città.
E’ L’unica città della Grecia inserita (nel 2021) nella Rete delle Città Creative dell’UNESCO per la Gastronomia, per una cucina ricca che fonde le tradizioni greche, orientali e balcaniche, celebrata nei suoi mercati tradizionali storici (Kopana e Modiano) e nei ristoranti del quartiere di Ladadika.
E’ famosa per i bar affacciati sul Mar Egeo e il suo iconico lungomare dominato dalla Torre Bianca.
La colazione preferita degli abitanti di Thessaloníki e anche la nostra è la bougatsa (una fetta di crema di semolino avvolta in pasta fillo croccante); la si trova a ogni angolo di strada .

Mercati storici: I luoghi ideali per un tour culinario sono i mercati di Bezesteni , Kapani e Modiano, perfetti per assaggiare street food e prodotti locali.
In effetti, ci sono molte aree ben note come centri di gusto in tutta la città, come il quartiere Ladadika dove i vecchi negozi sono stati trasformati in ristoranti e bar, offrendo buon cibo e l’atmosfera della vecchia Salonicco.
L’antica Salonicco si trovava sulla Via Egnatia, una rotta commerciale con l’impero romano d’Oriente, quindi la sua cucina già secoli addietro includeva molte spezie.
Tutte le culture, religioni e popoli – dai pastori slavi agli ebrei sefarditi – contribuirono alla tradizione gastronomica della città; ma l’impatto più decisivo l’ha avuto l’arrivo di centinaia di migliaia di rifugiati greci dalla Turchia (e più nello specifico dalle coste del Ponto, sul Mar Nero, e dal porto egeo di Smirne, oggi Izmir) negli anni ‘20 del XX secolo.
Scendiamo verso il mare e passeggiando lungomare arriviamo alla Torre Bianca e da lì ci rechiamo al Museo Archeologico per continuare la nostra esplorazione del Regno di Macedonia.

Torre Bianca (Lefkòs Pyrgos). Il simbolo della città di Salonicco è un bastione che un tempo faceva parte delle mura difensive della città ,ma che è completamente isolato. Fino a tempi recenti si credeva che la torre fosse stata innalzata dai Veneziani che detennero la città su concessione dell’imperatore bizantino dal 1423 al 1430. Oggi si tende a credere che la torre sia stata eretta un secolo dopo la presa della città da parte del sultano Murad II e più precisamente tra il 1535 e il 1536 . In periodo ottomano fu adibita a caserma dei Giannizzeri ma anche a prigione dei condannati a morte. Essa divenne nota come «Kanli-Kule», ovvero “torre del sangue” dopo il massacro dei Giannizzeri (Vaka-i Hayriye) avvenuto nel giugno del 1826 su ordine del sultano Mahmud II. Secondo tradizione nel 1890 il detenuto ebreo Nathan Guéledi si incaricò di imbiancarla a calce ottenendo in cambio la libertà. Da allora prevalse l’uso di riferirsi ad essa come “Beyaz-Kule”, ovvero la “Torre Bianca”.





Tutta questa zona , intorno alla Torre bianca, è ricca di piazze, sculture, fontane e luoghi per passeggiare





Dopo la visita al museo passeggiando torniamo verso la zona dell’hotel posto proprio nella centrale Via Egnatia. Verso piazza Aristotelous ci fermiamo a mangiare souvlaki in una zona dove ci sono parecchi “psitopolia”






Il nostro hotel si trova proprio davanti a degli antichi bagni e a una fontana romana che vediamo dal terrazzino della nostra camera.

Salonicco ha ricevuto il riconoscimento UNESCO per quanto riguarda le chiese paleocristiane e bizantine . La capitale provinciale e città portuale di Tessalonica fu una delle prime basi di diffusione del Cristianesimo. Tra i suoi monumenti cristiani ci sono belle chiese costruite tra il IV e il XV secolo e sono tra i capolavori dell’arte paleocristiana. Andiamo perciò a visitare alcune di queste chiese.
Ho notato per la prima volta qui a Salonicco che all’esterno delle chiese ci sono delle piccole cappelle.

Il termine è paraclissia (παρεκκλήσιον) e si riferisce a una cappella laterale o a un edificio separato adiacente a una chiesa principale, tipico dell’architettura bizantina. Spesso contenevano altari secondari, tombe di personaggi importanti o erano dedicate a santi specifici.



Tra le chiese bizantine , cominciamo dalla Basilica di Santa Sofia. Una basilica dell’VIII secolo e con pianta a croce greca. Al tempo dell’impero latino di Costantinopoli (1204-1261) fu trasformata in cattedrale cattolica e in epoca ottomana in moschea. Il tempio è nella lista dei Patrimoni mondiali dell’umanità in Grecia. I mosaici dell’interno furono eseguiti tra il IX e il XII secolo. I più antichi risalgono al periodo della lotta iconoclastica come la grande croce che adorna l’abside e i monogrammi dell’imperatore Costantino VI (771 -797), della madre Irene (752-803) e dell’arcivescovo di Salonicco, Teofilo. I mosaici della cupola raffigurano il tema dell’Assunzione e sono della fine del IX secolo. Sono considerati un capolavoro del cosiddetto periodo del rinascimento dell’arte bizantina che coincise con l’ascesa al trono di Basilio I il Macedone (811-886). I mosaici del nartece sono del 1037 e raffigurano santi monaci. Il mosaico dell’abside raffigurante la vergine assisa in trono con il bambino è del XII secolo.




Battistero di San Giovanni Battista ). Situato dietro Santa Sofia, il battistero presenta catacombe nei suoi sotterranei.

Nelle vicinanze di Agia Sofia c’è un Ninfeo o fontana del IV sec.


Proseguiamo verso Panagia Acheiropoietos che vediamo da fuori perchè chiusa. La chiesa risale al V secolo ma fu restaurata nel XV secolo. L’impianto rimane quello tipico di una basilica paleocristiana con una ampia navata centrale e due laterali più piccole. L’abside è semicircolare e il tetto in legno. L’ingresso principale alla basilica è costituito da un nartece a tre arcate. Sul lato sud della basilica si trovano dei ruderi che probabilmente appartenevano al battistero della chiesa. Tra gli affreschi spiccano quelli che raffigurano i 40 martiri, un tema ricorrente nell’iconografia bizantina legato alla vicenda dei 40 legionari romani di stanza a Sebastia (odierna Sivas) che, piuttosto che abiurare la propria fede cristiana preferirono affrontare il martirio. Scavi archeologici hanno confermato che il tempio fu costruito sul luogo delle terme romane di Salonicco. Il nome attuale molto probabilmente in relazione a un’immagine della Madonna che era custodita nel tempio la cui fattura era attribuita all’intervento divino. Acheiropoioitos significa infatti “non fatta da mano umana”. Subito dopo la presa della città da parte del sultano Maometto II nel 1430, il tempio fu mutato in moschea. In epoca ottomana era noto come Eski Giami (Moschea vecchia).






In piazza Aristotelous possiamo ammirare la statua di Aristotele

Sempre nella vicinanza di questa piazza , andiamo a cenare in uno del locali vicino a Mercato Kapani





Dopocena proseguiamo in una passeggiata verso il porto ed il lungomare. Nei locali del porto ci sono un gran numero di locali per giovani , ci sono anche barche che portano i turisti a fare gite lungomare.







2 GIUGNO 2026
Alla mattina continuiamo il nostro giro turistico verso Aghios Demetrios. Attraversiamo le rovine del foro romano .


Il Foro Romano di Salonicco, noto anche come Antica Agorà, è uno dei siti archeologici più importanti della città e offre un panorama sul suo passato romano e bizantino.
Risalente al II secolo d.C., il Foro Romano di Salonicco fu costruito quando Salonicco era fiorente sotto il dominio romano in una posizione strategica della città lungo la Via Egnatia, la grande via commerciale est-ovest dell’impero,
Il criptoportico (porticato sotterraneo) a due piani, sopravvive ancora oggi.
Con il passaggio di Salonicco dal dominio romano a quello bizantino, il Foro romano di Salonicco rimase uno spazio centrale ,adattandosi alle esigenze della Salonicco medievale.Solo dopo gli scavi degli anni ’60 il foro è stato riscoperto, rivelando al mondo moderno la sua grandezza storica.

Oggi il Foro Romano di Salonicco è un museo all’aperto che offre ai visitatori un’esperienza coinvolgente nell’antico passato della città. La sua posizione centrale, vicino a Piazza Aristotelous, lo rende facilmente accessibile.
Un’altra chiesa bizantina, sita nelle vicinanze dell’hotel , è Panagia Chalkeon (Madonna dei Ramai), All’incrocio della via Egnatia con Aristotelous (a sud-ovest dell’agorà romana). Fu costruita in quel lato del foro romano dove un tempo sorgevano le botteghe dei mastri ramai, da cui il nome. Chalkòs significa infatti rame in greco. La chiesa fu innalzata nel 1028 La chiesa costituisce un classico esempio di architettura bizantina in voga al tempo della dinastia imperiale macedone. L’impiego di mattoni per la sua costruzione le valse il soprannome di “chiesa rossa”. Degli affreschi si salvano quelli rappresentanti l’adorazione dei re magi e dei dodici apostoli. In epoca ottomana fu tramutata in moschea.





La chiesa di San Demetrio sorge sul luogo stesso del martirio del Santo. Nel 1988 il tempio fu proclamato “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”. Deve la sua fama ai mosaici che decorano le mura interne raffiguranti le opere e la vita del santo.







Proseguiamo verso la Rotonda di Salonicco . Eretta al tempo dell’imperatore Galerio intorno al 306 d C. come tempio dedicato a Giove o come mausoleo dello stesso Galerio, la rotonda di Salonicco si trovava al termine della via trionfale che aveva inizio dal palazzo imperiale. Si tratta di una costruzione circolare con un diametro di 24,50 m. e coronata da una cupola alta 29,80 m. dal suolo. Fu dedicata al culto cristiano sul finire del IV secolo d.C. Fu in quel periodo che sul lato orientale del tempio fu aggiunto l’abside di forma semicircolare e il porticato. Rimangono i mosaici che adornano le pareti che sorreggono la cupola e sono considerati un capolavoro dell’arte paleocristiana per la brillantezza dei loro colori e per i loro motivi che riproducono piante stilizzate o forme geometriche tipiche dell’arte tardo-romana. I mosaici della cupola si dividono in tre livelli. In basso stanno le raffigurazioni di santi martiri sullo sfondo di tempietti stilizzati. Nel 1590 anche il mausoleo di Galerio fu trasformato in moschea, come attesta il minareto rimasto sul fianco.









Lì vicino c’è l’Arco di Galerio (Kamara). Eretto intorno al 302 d. C, per commemorare la vittoria dell’imperatore sui Sasanidi nel 297. I bassorilievi laterali raffigurano episodi della campagna condotta da Galerio contro i Persiani.




Rovine del palazzo di Galerio, Ciò che resta del palazzo di Galerio sono alcune mura con frammenti di mosaico. Si suppone che le mura racchiudessero la sala del trono del palazzo.



Percorrendo la piazza antistante la Rotonda e che costeggia le rovine del Palazzo di Galerio arriviamo di nuovo in vista della Torre Bianca.


Decidiamo di prendere il bus n. 50 chiamato anche linea 50 culturale (politisticò) che fa un tour circolare con fermate ai principali monumenti. e ci può portare a vedere la Fortezza delle 7 Torri (Frourio Eftapyrgou), al prezzo di un biglietto urbano e riprenderci con la corsa successiva , un’ora dopo.

La fortezza delle 7 torri fu eretta dagli Ottomani un anno dopo la loro conquista della città nella parte più alta della città,là dove sorgeva l’acropoli di Salonicco. Gli Ottomani rimaneggiarono ed ampliarono un preesistente forte bizantino e lo battezzarono Yedi Kule che in lingua turca significa 7 torri .Nel XVI secolo fu adibito a residenza del governatore e a caserma . Sul finire del XIX secolo fu adibito a prigione e vi furono aggiunti nuovi edifici che ne alterarono l’aspetto. Le prigioni furono dismesse e oggi ospitano uffici dell’intendenza di Belle Arti.








Facciamo una passeggiata intorno alla fortezza e poi ,in attesa dell’arrivo del bus , ci fermiamo nella piazzetta del quartiere per mangiare .

Scendiamo dal bus alla fermata della Rotonda, e passeggiando facciamo un giro tra i mercati:
siamo arrivati nei pressi del mercato Kopani .È il più antico mercato di Salonicco e aospita ancora negozi di generi alimentari come pescherie, macellerie, fruttivendoli, panifici, pasticcerie, ma anche caffè tradizionali, negozi di souvenir, abbigliamento, ecc.




Ci spostiamo , poi, al mercato Bezesteni : una attrazione turistica di Salonicco è questo mercato coperto, costruito nei primi anni della dominazione ottomana e che risente ancora degli influssi dell’architettura bizantina come dimostrano le sue cupole, e famoso un tempo per le sue botteghe di tessuti e le oreficerie.





Poi , passiamo davanti al mercato MODIANO che è chiuso. (Agorà Modiano)

Numerose statue popolano le vie e le piazze di Salonicco , oltre a quelle di Alessandro magno, Filippo II, ed Aristotele ci sono Venizelos, e vari eroi della guerra contro gli Ottomani.



Alla sera passeggiamo per il quartiere Ladadika e ci fermiamo a mangiare sul lungomare.







Alla mattina dopo la colazione con un taxi siamo arrivati all’Aeroporto e ritorniamo a casa.
E’ stato un viaggio rapido ,ma intenso. Non ci siamo fermati abbastanza in nessun luogo. Le visite ai luoghi sono durate poco più del tempo di una passeggiata , ma abbiamo cercato di visitarne il più possibile. Abbiamo lasciato molto da rivedere , quasi per una speranza di ritorno in luoghi affascinanti e trascurati dal turismo.
Il nostro viaggio è durato 7 giorni , abbiamo cambiato 4 hotel, abbiamo effettuato una mini crociera, abbiamo visto 4 musei ,3 siti archeologi, una grande città con chiese e resti di varie epoche e siamo riusciti anche a fare in un giorno il giro di 5 spiagge!
