La penisola Calcidica e la Macedonia sono attualmente un territorio assai importante per la ricerca archeologica. e sono interessanti anche per ripercorrere la storia di Alessandro e Filippo II con ancora i misteri insoluti che li circondano (tombe, omicidi, dinastie ,tesori)

31 maggio 2026

Olinto

La città ha subito una distruzione improvvisa, senza ricostruzioni successive: tutto è rimasto congelato come in una fotografia di 2300 anni fa. Una specie di Pompei, e quindi una situazione straordinaria per gli archeologi.

Olinto, città della penisola Calcidica divenuta greca nel 479, ebbe vita breve; nel 348 venne infatti distrutta da Filippo II, il padre di Alessandro Magno. La città fu a capo della Lega Calcidica, ottenendo l’indipendenza da Atene dopo la pace stipulata tra Atene e Sparta nel 421 a.C., avendo combattuto nella guerra del Peloponneso prima contro gli ateniesi, poi contro gli spartani e fu alleata di Filippo, contro Atene.
Sospettando poi che Filippo volesse impadronirsi del suo territorio, Olinto si alleò con Atene contro il re macedone, ma questi pose l’assedio alla città conquistandola e Olinto fu completamente distrutta. Gli abitanti, ridotti in schiavitù, furono deportati in Tracia e in Macedonia.

La ricchezza della città, è stata dimostrata dagli scavi archeologici. Era attraversata da almeno sette strade, attraversate perpendicolarmente da altrettante strade Tutte le strade misuravano 5 m di larghezza, salvo una centrale di direzione Nord-Sud, che misurava poco più di 7 m e che sboccava a sud in una larga spianata, l’agorà.

Tra le rovine sono stati trovati numerosi reperti che per lo più sono conservati al Museo Archeologico di Salonicco. E’ stata comunque una passeggiata molto interessante e solitaria tra i resti della città, immersi in un bellissimo panorama.

Nella Olinto classica gli isolati erano composti da un numero variabile di case – da 5 a 10 – a due piani, con mura in mattoni su uno zoccolo di pietra. Una sola porta d’ingresso introduceva a un vestibolo e di qui al cortile dal quale si accedeva a un portico, con pilastrini di legno su basi e capitelli di pietra, a volte con pavimento in mosaico.

In questa immagine ,inoltre, mi è sembrato di riconoscere il Sole di Vergina (o Stella di Vergina) un antico simbolo a forma di sole o stella a sedici raggi, diventato l’emblema universale dell’antica Macedonia e della sua dinastia reale.

Anche in questo sito archeologico , siamo soli , accompagnati da numerose tartarughe.

Al museo Archeologico di Salonicco , attraverso le ricostruzioni esposte riesco a capire maggiormente la struttura dell’antica città.

Pella
 

Pella fu fondata da Archelao I per diventare la capitale del Regno di Macedonia e fu città natale e sede dell’impero di Filippo II ed Alessandro Magno

Nel 168 a. C., dopo la sconfitta dei Macedoni a opera dei Romani , la città fu saccheggiata e privata della maggior parte dei suoi tesori accumulati grazie alle grandi imprese di Filippo II e di Alessandro.

I primi scavi archeologici cominciarono negli anni 50 e i lavori continuarono fino alla scoperta di parti significative dell’antica città: il centro era ampio ed era diviso fra la città bassa ed il palazzo reale.
La città bassa era caratterizzata da un disegno regolare, basato su un asse viario largo e strade perpendicolari ed era dotata di un’ampia agorà. Il palazzo reale era ampio e fu decorato dai più grandi artisti greci del V/IV secolo.

Noi abbiamo visto le rovine percorrendo in auto il perimetro esterno, poichè siamo arrivati nelle ore più calde e ci mancava il tempo di percorrere tutta l’antica città.


Museo archeologico di Pella
 
Il Museo Archeologico di Pella ospita una ricca collezione di reperti che completano l’esperienza del sito archeologico. Questo moderno museo espone oggetti di vita quotidiana, statue, ceramiche e, soprattutto, gli impressionanti mosaici rinvenuti negli scavi, rinomati per la loro straordinaria tecnica e i dettagli.

Muro di una casa alto 5 m

Particolarmente degni di nota sono i mosaici, come quello della caccia al leone e al cervo, realizzati con pietre di fiume e quelli raffiguranti scene di vita quotidiana e mitologia.

Centauro

Centauressa dà da bere a Centauro
Caccia al cervo
Dioniso cavalca una pantera
Caccia al leone : forse sono rappresentati Alessandro ed Efestione

La collezione aiuta a capire come vivevano gli antichi macedoni, dalle classi più elevate ai comuni lavoratori.

Inoltre, il museo dispone di una sala dedicata ad Alessandro Magno, che offre un legame unico con l’eroe macedone e il suo tempo : una testa di marmo e una statuetta che lo raffigura con attributi legati al dio Pan.

Nella sala c’è anche la copia di un mosaico che mi piace molto: la raffigurazione della Battaglia di Isso (o il Mosaico di Alessandro) : un mosaico romano del 100 a.C. circa conservato presso il Museo archeologico nazionale di Napoli. Il mosaico fu trovato a Pompei, nella pavimentazione della casa del Fauno, La scena ritratta è quella della battaglia di Isso con Alessandro Magno in sella a Bucefalo contro Dario III di Persia .

Sono stati trovati anche resti a carattere funerario

Sepoltura preistorica


Il sito archeologico ed il museo di Pella offrono una finestra sul passato, sui tempi in cui Pella era la capitale della Macedonia e la città natale di Alessandro Magno e di Filippo II. Tra le sue rovine si possono ammirare i resti di antiche strade lastricate, abitazioni aristocratiche, splendidi mosaici e le fondamenta del palazzo reale. Questo sito invita a immergersi nella grandezza di una città che fu l’epicentro della potenza macedone e di una storia sempre interessante per i misteri che ancora la circondano.

Ripartiamo poi per Veria e Vergina .

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