Questo viaggio nasce dalla mia grande passione per la lettura e la storia. Mi sono sempre appassionata ai romanzi storici . Una delle saghe che mi ha sempre interessato è quella di Alessandro Magno e i misteri sulla sua famiglia, sulla sua tomba etc. Recentemente ho anche riletto i libri su Alessandro di Valerio Manfredi.

Inoltre, da tempo desideravo vedere il Monte Athos , almeno da lontano (visto il divieto d’ingresso alle donne), specialmente dopo aver letto alcuni libri di avventura-thriller ambientati in quei luoghi.
C. Kuzneski “Il trono d’oro” ed Nord , Kostas Akrivos “Pandemonio” ed Crocetti e recentemente Sergio Valzania “La bolla d’oro” ed. Sellerio .

Siamo partiti il 27 maggio 2026.
Lo Stato Monastico Autonomo del Monte Athos (in greco Αυτόνομη Μοναστική Πολιτεία Αγίου Όρους) noto anche come Monte Athos o AGIOS OROUS (Monte Sacro), è un territorio autonomo della Grecia, dotato di uno statuto speciale di autogoverno (art. 105 della Costituzione greca). Occupa buona parte della penisola del Monte Athos, terzo dito della Penisola Calcidica, e il suo rilievo maggiore è il Monte Athos di circa 2000 m di altitudine. Il territorio è quasi circondato dal mare, fatta eccezione per una sottile striscia di terra, tra Ouranopoli e Ierissos.


L’anno 963 è la data tradizionale per la fondazione del primo monastero, Meyístis Lávras, da parte di Atanasio l’Atonita. L’amministrazione del territorio è affidata a un collegio, la Sacra comunità, che riunisce i rappresentanti dei 20 monasteri atoniti, alle cui dipendenze vi è un comitato esecutivo di quattro membri, presieduta a rotazione dal rappresentante di un monastero. La repubblica è soggetta alla giurisdizione ecclesiastica del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli .Lo Stato greco è rappresentato da un Governatore con responsabilità per la salvaguardia dell’ordine pubblico e della sicurezza. Essendo parte di uno Stato membro dell’Unione europea, è compreso nell’area Schengen. Riconoscendo che lo statuto speciale accordato al Monte Athos, garantito dall’articolo 105 della Costituzione ellenica e dalla Carta del Monte Athos, è giustificato esclusivamente da motivi di carattere spirituale e religioso, l’ingresso è sottoposto a una peculiare giurisdizione restrittiva: trattandosi di un territorio abitato da monaci , per tradizione nel Monte Athos possono entrare solo uomini . Per entrarvi è infatti necessario uno speciale permesso di soggiorno, il Diamonitirion (Διαμονητηρίων), che permette di visitare il Monte Athos per 4 giorni. Possono entrare un massimo di 150 maschi ortodossi e 10 maschi di altre religioni al giorno.

Dalla veranda della pensione in cui soggiornavamo alla mattina potevamo assistere all’arrivo di gruppi di uomini che arrivavano col Diamonitirion in mano ed andavano a prenotare il viaggio e poi si recavano alla nave delle Agioretikes Grammes che li portavano al porto di Dafni o a fermate intermedie proprie di alcuni monasteri. Al tramonto potevamo assistere al ritorno dei pellegrini.

E’ vietato l’ingresso alle donne (Avaton).

Qui, secondo la tradizione la Vergine Maria naufragò in compagnia di San Giovanni, e dopo quella visita sacra non fu mai possibile a nessun altra donna accedere al monte , considerato il giardino della Madonna , unica donna secondo loro ad aver camminato sulla montagna. Il controllo viene effettuato all’imbarco da Uranopoli e, se necessario, viene ripetuto all’arrivo a Dafne. La violazione è sanzionata penalmente dalla legge greca.
Questo divieto è stato così rigoroso nel corso della millenaria storia dell’Athos, che solo poche volte è stato infranto: ciò è capitato, per esempio, durante la seconda guerra mondiale, quando un gruppo di partigiani comunisti greci, tra cui alcune donne, entrò nella montagna sacra. Un altro caso fu quando la zarina consorte di Serbia, Elena di Bulgaria, autrice di ricchissime donazioni alla Chiesa greco-ortodossa, si presentò personalmente nel XIV secolo al monte, e pretese di visitare i monasteri; non potendo opporsi, i monaci stesero comunque tappeti dove l’imperatrice camminava, onde non “contaminasse” il sacro suolo. L’interdizione si estende anche agli animali domestici di sesso femminile, ad esclusione di gatti, insetti e uccelli.

Proprio per il timore che potesse portare alla rimozione di questo divieto (chiamato avaton), che ha dietro di sé una storia secolare, i monaci dello Athos si erano strenuamente opposti all’ingresso della Grecia nell’area Schengen.
La bandiera è gialla con l’aquila bicipite coronata nera.
La repubblica teocratica è abitata da circa 1500 monaci ortodossi distribuiti in 20 monasteri o lavre, in 12 skite (comunità di monaci singoli sorte intorno a chiese) e in circa 250 celle (eremi isolati). Tutte le skite e le celle sono autonome per quel che riguarda la loro vita interna, ma ricadono sotto la giurisdizione di uno dei 20 monasteri principali per quel che riguarda i problemi generali della vita monastica e quelli amministrativi.
La principale città è Karyès, che funge da capoluogo: qui hanno sede le istituzioni della Repubblica Monastica, la tesoreria, gli alloggi dei rappresentanti dei vari monasteri, la farmacia, le poste, un piccolo ospedale, alcune botteghe e una foresteria. Vi risiede anche il Governatore dello Stato greco. La città, al centro della penisola dell’Athos e a 375 m. s.l.m., è stata costruita intorno al IX secolo, in un sito nelle cui vicinanze sorgeva nell’antichità un santuario dedicato alla dea Artemide. A Karyès è conservato il Tragos, un rotolo di pergamena redatto nel 971 dagli igùmeni dei monasteri athoniti e controfirmato e sigillato dall’imperatore Giovanni Zimisce, che sancisce l’indipendenza perpetua del Monte Athos.

L’abate (igúmeno), eletto a vita, è assistito da un consiglio di monaci (epitropía). Nei monasteri vivono monaci veri e propri (calógeri), novizi e conversi dediti a lavori manuali ; il monaco incaricato di accogliere visitatori e ospiti è detto archontáris. Si devono poi aggiungere i monaci eremiti, che vivono in meditazione, preghiera e solitudine estrema.

L’unico mezzo per arrivare in questa Repubblica è il traghetto proveniente quotidianamente dalla città greca di Uranopoli: questo arriva al porto di Dafne, l’altro centro abitato della repubblica, da dove un bus porta alla minuscola capitale.

Per spostarsi tra i vari monasteri occorre fare affidamento sui mezzi degli stessi monasteri, che all’occorrenza trasportano i visitatori, sui battelli che collegano i monasteri o le skite sulla costa e, soprattutto, sulle proprie gambe. I sentieri, specie nella parte sud, sono spesso impervi e scoscesi.

Una delle caratteristiche principali del Monte Santo è che i visitatori sono ospitati dai vari monasteri. Per questa ragione il loro ingresso è limitato e l’accoglimento delle richieste può richiedere molti mesi. Gli spostamenti fra i vari monasteri e la vita nel loro interno sono regolati dalle varie rigide regole monastiche. Vigono, a seconda del posto, differenti calendari e misure del tempo. Il tramonto, secondo l’antica consuetudine, corrisponde alla mezzanotte e i monaci si svegliano all’ora sesta del loro orologio tradizionale per la preghiera. Il pranzo può essere servito in prima mattinata e la cena intorno alle 17. I visitatori possono mangiare con i religiosi e tutto si svolge in non più di 15 minuti in assoluto silenzio, mentre un monaco legge le Scritture; mangiare, infatti, distrae dalla preghiera, scopo principale della loro vita. Naturalmente i visitatori, che si comportano da veri e propri pellegrini religiosi, possono partecipare alle varie funzioni liturgiche.
L’Athos custodisce numerosi tesori artistici: antichi manoscritti, icone e affreschi dipinti dai più illustri rappresentanti della pittura bizantina, come Teòfane il Greco e Manuel Panselinos.

Visto il divieto di ingresso delle donne , sono previste a partire da Ouranopoli delle piccole crociere di 3-5 ore, in cui è possibile osservare dalla costa alcuni monasteri della costa ovest ed eventualmente è prevista anche una sosta in una spiaggia dell’isola di Ammuliani .

L’aeroporto di Salonicco dista 117 km da Uranopoli, il porto della Calcidica dove ci si può imbarcare . In auto occorre 1 h e 30 min circa per coprire la distanza tra i due punti.
Esiste anche un servizio di autobus KTEL della Calcidica (Κτελ Χαλκιδικής) che provvede a collegare Salonicco con Uranopoli. Sono previste 4 corse al giorno della durata di 130 minuti.


Noi siamo partiti dall’aeroporto di Treviso con un volo Ryanair e siamo arrivati a Salonicco alle 15,30 . Abbiamo noleggiato un’auto e siamo subito partiti per Ouranopoli con solo una sosta per caffè e “bougatsa” (sfogliata alla crema ,specialità della Macedonia). La veduta più bella della zona la si apprezza dalla cima della collina nei dintorni di Ierissos.


Ouranopoli (città del cielo) è il villaggio portuale unico accesso al Monte Santo. È questo infatti l’ultimo centro abitato prima del territorio sacro.

Arrivati verso le 17, abbiamo parcheggiato nel park comunale vicino al porticciolo e in pochi passi siamo arrivati alla “Pension Antonakis” che avevamo prenotato il giorno prima. Abbiamo optato per una sistemazione in paese perché il nostro obiettivo era partire con la prima minicrociera disponibile,viste le numerose tappe del nostro breve viaggio. A poca distanza dal paese (1-2 km)ci sono spiagge, beach-bar e alberghi moderni . La nostra sistemazione era abbastanza spartana , camera con bagno e piccolo giardino rivolto verso il porto. Siamo ,però ,riusciti a prenotare il tour per le 11 del giorno successivo.

Abbiamo subito fatto una passeggiata lungo le piccole stradine del paese ricche di negozi di articoli religiosi e con numerosi bar, caffetterie e ristoranti. Abbiamo incontrato non solo turisti alla ricerca di mare e relax, ma anche gruppi di pellegrini e viaggiatori appassionati di storia .

Siamo arrivati alla famosa torre bizantina (Torre di Prosforio) che si erge su una roccia a lato dell’abitato. E’la costruzione monumentale più grande della penisola, fondata nel 1344 dal monastero di Vatopedi per proteggere le sue terre. Alta, massiccia, con piccole finestre e una cappella usata dai locali prima che fosse fondata una chiesa, oggi è adibita a museo.

Alla sera abbiamo mangiato del buon pesce in un ristorante del lungomare che si chiama Lemoniadis

Abbiamo anche assistito ad un meraviglioso tramonto

Alla mattina dopo una colazione a base di caffè e la solita bougatsa ci rechiamo al porto per partecipare alla crociera turistica intorno ai monasteri sacri della sezione occidentale del Monte Athos su una barca con fondo in vetro della compagnia Eirinikos.
A circa un chilometro dalla torre e dal paese di Ouranopoli vediamo da lontano il posto di confine con lo stato del Monte Athos e il Monastero di Zygou o chiamato anche Frangocastro o Castello dei Franchi risalente al X secolo e fuori dai confini del Monte Athos quindi visitabile da tutti. Tra il 1202 ed il 1204 dominarono i Franchi ed il monastero fu convertito in un castello. Con i suoi cinque lati ed undici torri, già nel 992 era un’importante centro monastico dello stato atonita. Abbandonato alla fine del XII secolo ad oggi è possibile ammirare i resti della chiesa principale il Catholicon. Sulla costa il posto di controllo di confine tra i due stati.

Un Arsanas (termine dal greco medievale per “arsenale” o “cantiere navale”) è il piccolo porto fortificato o molo di un monastero situato sulla costa del Monte Athos. Molti di questi includono torri di guardia e rimesse per le barche dei monaci. E sono ben visibili dal mare. Il primo che vediamo è quello di METOCHI di CHOURMITSA.
Il Metochi di Chourmitsa (noto anche come Chromitsa) è un antico insediamento monastico situato nella penisola del Monte Athos, in Grecia. Fondato come skita russa nel XVII secolo e dipendente dal Monastero di San Panteleimon, l’area è oggi celebre per la sua prospera attività agricola, i vigneti e la Produzione Vinicola: la tenuta è famosa per il vino Metochi Chromitsa (prodotto in collaborazione con la cantina Tsantali), un rosso a base di uve autoctone.

Proseguendo riconosciamo l’Arsanas Giovanitsa (conosciuto anche come Giovantsa) : l’antico porto secondario (arsanas) del Monastero di Hilandar, situato sulla costa nord-orientale della penisola del Monte Athos .

Vediamo poi il Porto o Arsanas del monastero medievale di Zografou uno dei venti monasteri del Monte Athos, appartenente alla Chiesa ortodossa bulgara. Situato nel nord della penisola, è dedicato a San Giorgio

All’improvviso alcuni delfini sembrano seguire la nostra barca per un breve periodo

Riconosciamo poi l’Arsanas del monastero di Konstamonitou che è dedicato a Santo Stefano protomartire .Ancora oggi dei monasteri della Santa Montagna risulta essere il più povero, questa situazione è in gran parte dovuta alla sua posizione sfavorevole e difficilmente raggiungibile in una foresta a un’ora di cammino dalla costa.
Famose sono le icone di Santo Stefano dell’VIII secolo e due icone della Vergine Maria a. Tra le reliquie un frammento della Vera Croce. La biblioteca possiede 110 manoscritti e oltre 5000 libri stampati.

Oltre agli Arsanas si possono notare sulle colline le skites o piccole comunità di monaci dedicati principalmente ad attività agricole.

Proseguendo incontriamo il primo grande monastero : il monastero di Dochiariou che occupa il decimo rango nella gerarchia dei monasteri. È dedicato agli arcangeli Michele e Gabriele.

Nel 2011 i monaci erano 53.
Fu fondato nel X secolo e parzialmente ricostruito nel XVI-XVII secolo. Il katholikòn di questo monastero è la più grande chiesa presente sulla penisola. Fu edificato nel 1567 e venne affrescato da Teofane di Creta. Nella chiesa è custodita l’icona della Madonna Gorgoepikoos. Nella biblioteca sono custoditi 545 manoscritti di cui 62 pergamene e circa 5 000 volumi stampati.

Piccole chiesette appaiano in mezzo agli alberi sulla costa.

Il monastero di Xenophontos è situato al nord-ovest della penisola atonita ed occupa il sedicesimo posto nella gerarchia dei monasteri della Santa Montagna.
È dedicato a San Giorgio. e nel 1990 contava 57 religiosi. Da questo monastero dipende la skita dell’Annunciazione, che sorge più in alto sulla montagna.Venne fondato nel 1010 dal monaco Senofonte Xenofon, con l’appoggio dell’imperatore Basilio. Nel 1817 un grande incendio distrusse gran parte delle strutture. Nel XIX secolo venne ricostruito.
Il complesso monastico possiede due katholikòn il più moderno è anche la chiesa più grande della penisola, mentre quello antico risparmiato dagli incendi, possiede affreschi del XVI secolo del cretese Antonius ,mentre la Cappella di San Giorgio, pure risparmiata, fu affrescata da Teofane di Creta. Sono presenti anche due icone del XII secolo a San Giorgio e San Demetrio. La biblioteca conta 163 manoscritti.

Il monastero di Agiou Panteleimonos (o monastero russo) occupa il diciannovesimo posto nella gerarchia dei monasteri . È dedicato a San Pantaleone medico (Anargyre) e martire. Nel 1990 contava 35 monaci contro i 1446 del 1903. In questi ultimi anni il cambio di regime in Russia ha fatto aumentare notevolmente il numero di monaci provenienti da quella nazione. Il grandioso monastero attuale, non circondato da mura, venne fondato nel 1765 e gran parte delle costruzioni risalgono al XIX secolo. Nel 1888 venne eretta la splendida chiesa in stile russo della Protezione della Vergine, la torre campanaria possiede una campana di oltre 8 metri di altezza e di 2.71 metri di diametro pesante tredici tonnellate. Nel 1892 venne costruito l’immenso refettorio e nel 1899 la chiesa della skite di Sant’Andrea. Agli inizi del XX secolo, dei settemila monaci presenti nella penisola, quasi la metà erano di provenienza russa. Con la rivoluzione sovietica del 1917, l’apporto di religiosi dalla Russia si interruppe e il monastero a poco a poco si spopolò. Nel 1968 un devastante incendio distrusse parte degli edifici. Il 9 settembre del 2005 venne visitato dal presidente russo Vladimir Putin . La biblioteca possiede 1320 manoscritti in lingua greca e 600 in lingua slava di cui 99 su pergamena. Tra i più antichi un Nuovo Testamento Codex Athous Panteleimonos . Il Katolikòn fu costruito nei primi del 19sec. ed i suoi affreschi sono tipici dell’ arte russa. La sua biblioteca è fra le piu ricche di Monte Athos come pure il suo tesoro .

Il monastero di Xeropotamou è posto a duecento metri al di sopra del porto di Dafni.
Occupa l’ottavo posto nella gerarchia dei monasteri atoniti ed è dedicato ai Quaranta martiri di Sebaste.Nel 1990 contava quaranta monaci. È uno dei monasteri più antichi. Vi sono custodite molte reliquie : tra le più famose uno dei frammenti più grandi della Vera Croce .La biblioteca conta 405 manoscritti e circa 600 libri stampati.

Siamo alla conclusione della prima parte del nostro tour con l’arrivo al porto di Dafni.

È il porto principale del Monte Santo e l’unico posto di entrata nella repubblica monastica tramite il servizio di traghetti giornaliero che parte da Uranopoli. Secondo il censimento del 2001 il paese contava 38 abitanti. Da Dafni partono i minibus e i collegamenti via terra per la capitale Karyes e per i vari monasteri, oltre alle barche minori che collegano gli altri monasteri costieri.
Al porto ci sono un ufficio postale, una stazione di polizia, un bagno pubblico, alcuni negozi, un bar taverna. Dafni si anima per circa un’ora al giorno, attorno all’orario di arrivo del traghetto da Ouranopolis. Ai pellegrini in partenza vengono perquisiti i bagagli, dati i furti di materiale religioso e archeologico avvenuti anni addietro. Autobus e anche pulmini sono in coincidenza col traghetto e trasportano i pellegrini a Karyes (circa 45 minuti di viaggio). Sotto tutti gli altri aspetti, Dafni possiede le caratteristiche di un piccolo porto greco di pescatori , con l’eccezione dell’assenza di donne.

Dopo averci fatto intravvedere la vetta del Monte Athos , la nave inverte la rotta e si dirige al largo di Ouranopoli e poi verso l’isola Ammouliani.

Abbiamo potuto vedere alcune belle spiagge di Ammuliani , ma ci siamo fermati al porto per una sosta di 1,5 h . Noi ci siamo recati a una spiaggia che si chiama Banana beach vicino all’ unico paese e porto. Era presente un piccolo bar che in cambio di una consumazione permetteva l’uso di ombrelloni e lettini.

Sbarchiamo al porticciolo di Ouranopoli e facciamo merenda con caffè freddo e bougatsa.

Passeggiando per le vie di Ouranopoli notiamo la presenza di molti negozi di articoli religiosi.

Continuiamo a passeggiare per la cittadina in attesa della cena che consumiamo sempre al ristorante Lemoniadis , osservando anche il ritorno dei pellegrini e notiamo anche un padre e figlio . Infatti i minori maschi possono accedere al monte Athos solo se accompagnati dal padre.

Alla mattina successiva dopo la solita colazione con l’ottima bougatsa lasciamo Ouranopoli dirigendoci verso Olimpiada e l’antica Stagira ,patria di Aristotele.

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